Una quarantina gli irriducibili bikers che nonostante le condizioni avverse hanno preso il via alla sesta edizione della varsi bike.
GARA VALIDA PER:
4^ PROVA CAMPIONATO PROVINCIALE MTB
TROFEO PRIMAVERA
TROFEO RAMPICHINO
Eroica la quarta edizione della BICInghialissima (2010).

La giornata non è delle migliori, continua a piovere da ieri sera e non ha l'aria di voler cambiare...
<<Accidenti non verrà nessuno, solo un pazzo potrebbe pensare di arrampicarsi sulla cima di un monte con un tempo da lupi!>>
Invece ecco arrivare due furgoni con a bordo dei forestieri:
<<Si fa l'escursione?>>
<< Certo che si fa!>>.
Non siamo molto convinti, ma ormai è deciso... arrivano altri tre irreducibili, anch'essi con aria interrogativa e quasi increduli di trovare altri bikers pronti a prender parte alla spedizione!
I ragazzi di Langhirano e Sala Baganza si iscrivono senza fretta, si spera nel frattempo cessi la pioggia, ma niente da fare, continua inesorabile anche se moderata come avevano previsto i vari siti meteo.
Sono le 9.30 e piove, ci saranno 5 o 6 gradi, ma partiamo ugualmente con la speranza che il tempo migliori... si comincia subito in salita, ma stavolta è gradita perchè ci consente di scaldarci in fretta e di non sentire il freddo; dopo circa un kilometro, lasciamo l'asfalto e ci inoltriamo nel bosco, immersi nella natura sembriamo dimenticarci del maltempo.
Sbucati poco sopra i Lamberti, si decide di fare asfalto fino a Scolingardo, perché in quelle condizioni fare i "Panighè" in sella sarebbe stato impossibile, così risaliamo fino ai Manganini e proseguiamo per Tosca, la pioggia continua imperterrita e ora sul monotono asfalto si fa sentire maggiormente... ogni tanto qualche raffica di vento cerca di dissuaderci dall'impresa, ma non molliamo.
Siamo quasi arrivati a Scolingardo, l'altimetria si fa importante e il freddo comincia a farsi pungente, ma per fortuna c'è il mezzo della protezione civile con il ristoro; mangiamo qualcosa al volo e via, ci avventuriamo nuovamente in off road ora più bello che mai... piove, ma immersi tra spettacolari castagni riusciamo a non pensarci e ci divertiamo a pedalare in un percorso stupendo... ogni tanto qualche raffica di vento ci scarica addosso come secchiate, tutta l'acqua trattenuta dalle foglie.
Qualche riva è impraticabile a causa del terreno molle e per la pendenza, allora ogni tanto si prosegue a piedi, per lo meno riattiviamo la circolazione dei piedi, ormai gelidi per l'acqua che è riuscita a insinuarsi nelle scarpe nonostante le barriere.
Sbuchiamo poco oltre i Michelotti su asfalto, percorriamo un paio di tornanti e la pioggia torna a farsi sentire con violenti raffiche.
<<Marco, hai visto? Sembra neve!>>
<<No, sono solo gocce più grosse.>>
<<Cavolo... nevica!!!>>
Il tratto di strada è esposto a nord, le raffiche di pioggia si alternano a delle bufere di neve, il freddo si fa sempre più pungente e i pochi kilometri di asfalto sembrano interminabili... ecco finalmente Pianelleto, sappiamo di essere vicini al traguardo, ancora una ventina di minuti di sterrato ci separano dalla vetta, stringiamo i denti e raccogliamo le forze, diretti verso la baita dove ci attende un pasto caldo.
Al cancello infiliamo lo stretto passaggio pedonale con la bici elevata oltre testa, e senza renderci conto ci troviamo nel mezzo di un acquitrino, ma ormai l’acqua nelle scarpe non è più un problema, ormai ci siamo, sappiamo che oltre quei faggi secolari, c'è un caldo riparo, montiamo sulle MTB e dopo poche pedalate arriviamo alla baita.
La stufa accesa è presa d'assalto, subito ci cambiamo gli indumenti bagnati ed è come cominciare un capitolo nuovo... l'appetito si fa subito sentire, per fortuna in pochi minuti ci servono la pasta fumante, il clima tra noi è goliardico e solidale come avessimo compiuto una eroica impresa.
Mangiamo un abbondante piatto di cinghiale e polenta, mentre scarpe e guanti sistemati vicino alla stufa asciugano un po‘... sembra piovere meno, ma ormai il tempo non ci spaventa più... adesso ci attende una stupenda discesa, che sappiamo resa alquanto insidiosa dall'abbondante pioggia.
Si parte giù per il prativo che in piano è tutto un acquitrino, in un attimo l'asciutto e il calore sono già un ricordo, superato il cancello ci immergiamo in una spettacolare faggeta su single track, nel fango la bici prende spesso traiettorie indesiderate, ma come dice Antonio "un po' bisogna assecondarla", altrimenti si finisce in terra!
Presi dalla discesa ci dimentichiamo del tempo ed arriviamo a Città d'Umbria… si decide per il Cuccarello, percorriamo qualche centinaio di metri su asfalto e lo lasciamo voltando su mulattiera in discesa tosta, con fango e sassi smossi... qualche scivolata senza conseguenza, tanto per stimolare l'adrenalina e giungiamo ai vorticosi e rapidi tornanti del Cuccarello.
Il perrcorso ora lascia ampi spazi di respiro, qualche breve tratto pianeggiante si alterna alle pietraie con pendenze comunque non preoccupanti, arriviamo alla Colombara, un poco di asfalto giusto per riprendere fiato e via per l'ultima discesa senza tregua, su pietraia insidiosa fin giù al rio spigone dove ci attende un bel guado finale.
Riprendiamo in gruppo la via del ritorno su asfalto per alcuni kilometri fino a Varsi, dove per concludere la memorabile giornata ci attende la tanto agognata doccia calda!

Pedalando senza fretta...
Una trentina i partecipanti escursione organizzata in collaborazione con "La Variante".